GRAZIE GIANFRANCO

zavalloni.JPGGrazie Gianfranco! Grazie per la persona meravigliosa che sei. Grazie per avere giocato tutta la tua vita all’insegna di una SCUOLA CREATIVA. Grazie per gli ORTI DI PACE che hai seminato nel mondo a partire dalla tua bella bioregione Romagna. Grazie per avere investito energie per dare a tutti i bambini e a tutti gli adulti i loro DIRITTI NATURALI. Grazie per l’arte che hai saputo comunicare con i tuoi disegni. Grazie per quella LUMACA lenta lenta, ma che già ha visitato milioni di scuole e insegnanti. Grazie!

L’altro giorno, una maestra che conosco, ha portato i ragazzi della propria classe nel prato davanti a scuola. Era una giornata nuvolosa e di vento. Li ha fatti sdraiare per terra e ha fatto guardare le nuvole nel cielo, immaginandone forme, movimenti. Era scuola quella? Si era scuola, una scuola eccezionale di poesia”. Gianfranco Zavalloni

A scuola di lentezza.

“In questi tempi è di gran moda, nelle case di campagna riabitate dai cittadini, avere un ulivo secolare in giardino. Peccato che dove oggi si costruiscono ville, un tempo non c’erano uliveti. Se si piantassero piccole pianticelle di ulivo ci vorrebbero anni per avere una bella pianta. Allora esistono ditte specializzate che espiantano ulivi secolari e li ripiantono anche a pochi metri dalla porta di casa. Nessuno ha più il tempo di attendere? Oggi si vuole tutto velocemente. Grazie alla televisone prima, e alle reti telematiche ora, è di gran voga la somministrazione di notizie “in tempo reale”, “in diretta”. Si è cioè convinti di potere di più se si è “in rete” con tutto il mondo attraverso un computer, un telefono o un monitor. A cosa serve tutto questo? Spesso non si sa. Si sa solo di essere collegati con tutto il mondo. Forse si ottiene un grande senso di sicurezza, di protezione, rispetto alla sensazione di “esser soli”. Si vive con il mito incalzante del tempo reale e si sta perdendo la capacità di saper attendere. Chi ha più il tempo di aspettare l’arrivo di una lettera? Oggi è possibile alzare la cornetta e sentire la persona con cui si vuol comunicare in pochi secondi. Che vantaggio c’è nello scrivere delle lettere? Se tutto va per il giusto verso c’è da attendere una settimana. Molto meglio il telefono, la posta elettronica, la chat. Alcuni anni fa, quando ancora non esisteva Internet, Jeremy Rifkin ci ricordava che “… la razza umana si è basata, nel corso della libro.jpgstoria, su quattro dispositivi fondamentali di assegnazione del tempo: i rituali vitali, i calendari astronomici, le campane e gli orari, e ora i programmi dei calcolatori. Con l’introduzione di ogni nuovo dispositivo, la razza umana si è staccata sempre più dai ritmi biologici e fisici del pianeta. Siamo passati da una stretta partecipazione ai ritmi della natura all’isolamento pressoché totale dai ritmi della terra…”. Siamo nell’epoca del tempo senza attesa. Questo ha delle ripercussioni incredibili nel nostro modo di vivere. Non abbiamo più il tempo di attendere, non sappiamo partecipare a un incontro senza essere disturbati dal cellulare, vogliamo “tutto e subito” in tempo reale. Le teorie psicologiche sono concordi nel pensare che una delle differenze fra i bambini e gli adulti risieda nel fatto che i bambini vivono secondo il principio di piacere (“tutto e subito”), mentre gli adulti vivono secondo il principio di realtà (saper fare sacrifici oggi per godere poi domani). Mi sembra che oggi gli adulti, grazie anche alla società del consumismo esasperato, vivano esattamente come i bambini secondo le modalità del “voglio tutto e subito”. Sapremo ritrovare tempi naturali? Sapremo attendere una lettera? Sapremo piantare una ghianda o una castagna sapendo che saranno i nostri pronipoti a vederne la maestosità secolare? Sapremo aspettare? Si tratta di intraprendere un nuovo itinerario educativo. Genitori, insegnanti e tutti coloro che ruotano attorno al mondo della scuola, sono stimolati dalle suggestioni offerte dalla pedagogia della lumaca e possono ricominciare a riflettere sul senso del tempo educativo e sulla necessità di adottare strategie didattiche di rallentamento, per una scuola lenta e nonviolenta”. Gianfranco Zavalloni

a Gianfranco Zavalloni, morto prematuramente l’estate scorsa. Grazie!

GRAZIE GIANFRANCOultima modifica: 2012-10-05T21:16:00+02:00da ludotaro1969
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Un pensiero su “GRAZIE GIANFRANCO

  1. Una società che ha ribaltato il senso del tempo e dello spazio non può dare spazio effettivo ai bambini e alla educazione. Il tempo per l’essere umano è un dato virtuale, mentre lo spazio è un dato reale. Oggi invece viviamo di spazio visrtuale e tempo reale. In questo modo la storia non esiste più e lo sviluppo di una perosna non è concepibile. Così i bambini finiscono per essere potenzieli clienti a cui vendere cose o, peggio ancora, da comprare essi stessi. La questione di Zavalloni è LA questione essenziale dell’educazione oggi. Non si educa senza avere tempo da “perdere”…

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