lunedì, 04 febbraio 2013
EDUCARE, AMARE E SALTARE NELLE POZZANGHERE
Sta uscendo con "Produzioni dal basso" il mio nuovo libro intitolato un po' ironicamente "Educare, amare e saltare nelle pozzanghere".
Si tratta di un manuale per una formazione attiva e ludica nel quale, sotto forma di schede, sono raccolti tanti strumenti che in questi anni, insieme ad alcuni colleghi di Kaleidos, abbiamo affinato nella formazione con gli adulti, specialmente con animatori, educatori, insegnanti e genitori.
I temi trattati sono la creatività, la comunicazione, la diversità e le relazioni.
L'ho scritto insieme agli amici Michele Dotti e Gilberto Borghi.
Abbiamo scelto di pubblicarlo con "Produzioni dal basso", perché ci ha colpito il sistema di co-produzione che utilizza.
Sostenere il progetto è semplice: basta registrarsi sul sito, quindi andare sul nostro progetto e cliccare "sostieni", indicando il numero di copie desiderate e i propri dati.
Non ci sono vincoli e non occorre pagare nulla on-line (è un sito anche eticamente molto serio); per ora è semplicemente un sostegno al nostro libro/progetto.
Una volta raggiunte le 300 copie/quote il progetto si compierà e verrà stampato il libro. Abbiamo 57 giorni di tempo per arrivare a 300 copie e solo allora chi ha effettuato una prenotazione riceverà le proprie copie e potrà pagarle (in vari modi).
Il libro costa 9 euro e i diritti d'autore saranno devoluti in beneficienza.
Nel volume saranno ringraziati tutti i nostri amici sostenitori!
Avevate mai pensato di poter diventare dei produttori editoriali?
07:57 Scritto da ludotaro1969 in EDUCAZIONE, FORMAZIONE, GIOCO, LUDODIDATTICA, PROGETTI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
lunedì, 28 gennaio 2013
ANCORA FORMAZIONE
Ancora formazione.... é l'invito che rivolgo ancora a quanti sono impegnati con ruoli di responsabilità educativa: insegnanti, educatori, animatori, genitori...

Lunedì 25 febbraio
QUANTA FRETTA MA DOVE CORRI
Educare è una cosa lenta
Lunedì 4 marzo
INFINITAMENTE PICCOLO
L’essenziale è invisibile agli occhi
Lunedì 11 marzo
GUARDARE O VEDERE?
SENTIRE O ASCOLTARE?
Alla ricerca di relazioni vere!
Lunedì 18 marzo
LA SECONDA VITA DELLE COSE
La teoria delle 5 erre
Laboratori creativi: Riuso, Riciclo,
Responsabilità, Rispetto, Recupero
Lunedì 25 marzo
IL TEMPO È UN
FANCIULLO CHE GIOCA
Non giocare a perdere tempo,
ma perdi tempo a giocare
L’uomo non smette di giocare perché invecchia,
ma invecchia perché smette di giocare!
SEDE DEL CORSO:
Tutti gli incontri formativi si svolgono presso
Casa Kaleidos - Via Formicone, 1 - Faenza (Ra)
ORARI:
dalle ore 19.00 alle ore 22.30 (portare cena al sacco)
COSTI:Il costo dell’intero corso è di € 70,00
ISCRIZIONI:
Per informazioni e iscrizioni potete contattarci:
Telefonicamente al 3314570049- Emanuela
Per posta elettronica: info@kaleidoscoop.it
Verrà rilasciato attestato di partecipazione
Perché la formazione non sia vissuta solo a carattere puramente nozionistico e di apprendimento di nuovi saperi e competenze, deve trasformarsi in azione concreta, in atteggiamenti di vita personali, capaci di mettersi "tre volte in azione":
- MOTIV-AZIONE - (la cura dell'essere)
Si esterna nella forte passione educativa, quella che ti fa essere accanto ai più piccoli.
- FORM-AZIONE - (l'importanza del sapere)
Quella continua per tutto l'arco della vita, quella vera che sa trasformarsi in azioni e scelte quotidiane, quella che porta ad esprimersi con atteggiamenti maturi, quella che da la carica per portare tocchi nuovi e creativi all'operato di tutti i giorni.
- REL-AZIONE - (la consapevolezza di non essere da soli)
L'azione fondamentale perché ogni processo educativo possa essere anche significativo. Imparare l'arte del comunicare con gli alunni, con i colleghi, saper lavorare in gruppo e in gruppi di lavoro. Mostrarsi disposti a comprendere, a mettersi nei panni dell’altro, a collaborare.
17:10 Scritto da ludotaro1969 in CREATIVITÀ, EDUCAZIONE, FORMAZIONE, PROGETTI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
venerdì, 11 gennaio 2013
A.A.A. CERCASI PERSONE LUDICHE
“Il bambino che non gioca non è un bambino,
ma un adulto che non gioca ha perso per sempre
il bambino che è dentro di sé”.
(Neruda)
Siamo bravi, come adulti, a parlare di gioco e di giocare,facendo riferimento esclusivamente all’età infantile, considerando l’atteggiamento ludico un qualcosa che non fa più parte di noi perché ci pensiamo cresciuti e maturi, o perlomeno così cerchiamo di percepirci. Ma se potessimo far parlare i bambini, essi urlerebbero a squarciagola e al mondo intero: “AAA. Cercasi adulto ludico!”. Sì, una sorta di annuncio pubblicitario dietro al quale si cela uno dei bisogni/diritti più grandi dell’umanità: giocare! E, come ormai avviene per tante cose importanti, anche di questa la nostra società odierna con la sua cultura, cerca in tutti i modi di dimenticarsene perché capace di mettere in crisi i criteri di ordine, di efficienza e di produttività su cui si fonda. Resta però la volontà di prendere sul serio questo tipo di annuncio affermando che ancora oggi, e a tutte le età, c’è ancora chi ci crede; crede al valore del gioco, alla dimensione ludica propria di ogni persona. L’adulto che ama ancora giocare e mettersi in gioco non è in via di estinzione. Anzi, nella mia esperienza professionale, mi trovo spesso coinvolto come formatore a giocare e far giocare gruppi di adulti, insegnanti, genitori, educatori, animatori. Dalle riflessioni che emergono, il gioco risulta ancora carico di tante ambiguità: è tradizionalmente visto come una categoria applicabile solo a soggetti giovani e sembra che si smetta di giocare non appena si cresce; esiste, inoltre, un senso di pregiudizio, attaccato come una etichetta malevola, su un adulto che gioca; il lavoro sembra essere rispettabile, degno di considerazione, il gioco, invece, no. È anche vero che oggi, forse, si gioca di più e che esistono tante forme di gioco anche per adulti (si pensi ad esempioai giochi “da bar” delle carte e del mah-jong, alle lotterie e al Superenalotto, ai giochi d’azzardo su Internet e ai Telequiz quotidiani), ma quel mettersi in gioco che cerco di delineare non è semplicemente “giocare ai giochi”; è riscoprire il bambino che siamo stati contribuendo a formare e realizzare l’uomo che vogliamo essere, nel meraviglioso gioco che è la vita.
Per definire meglio quello che intendo per adulto ludico, mi piace prendere in prestito la descrizione fatta da Maslow, delle qualità fondamentali comuni a tutti gli uomini che si sentono pienamente realizzati: percepiscono cose e persone con correttezza ed esattezza, senza essere ottenebrati da pregiudizi; accettano di se stessi sia gli aspetti positivi che quelli negativi, sono consapevoli delle proprie possibilità e dei propri limiti; non sono ripiegati su se stessi, ma protesi verso gli altri; sono felici di stare in compagnia, ma godono infinitamente anche della solitudine; sono capaci di godere della bellezza della natura, apprezzare quanto di buono e di bello la vita offre, non si lasciano sovrastare dalle preoccupazioni e dalle avversità; sono capaci di provare grandi emozioni e di vivere intensamente le proprie esperienze; sono creativi, senza essere per questo geni, mettono cioè, in quello che fanno, impegno, fantasia e originalità. È ben evidente, da questa descrizione della persona psichicamente sana, che l’uomo ludico a cui faccio riferimento è colui che sa giocare nel significato più profondo del termine. Non vuole essere, capiamoci, un’esaltazione dell’uomo adulto “giocherellone”, di colui che non sa di avere l’età e la maturità che ha. Intendo l’atteggiamento ludico come quel modo di accostarsi alla realtà, alla quotidianità, con quelle che sono le caratteristiche proprie del gioco e del giocare: con slancio, libertà, creatività e fantasia, solo per citarne qualcuna. Un adulto capace, ancora oggi, di mettersi in gioco, che sa ridere e sorridere, che sa scommettere sulle proprie potenzialità e su quelle degli altri, che accetta la dimensione paradossale ed ironica della vita e che ad essa guarda con entusiasmo e apertura, che sa essere uomo nel senso pieno della parola.
21:55 Scritto da ludotaro1969 in EDUCAZIONE, GIOCO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: ludico, gioco, persona, educazione, fabio, taroni, bambino, cercasi, kaleidos | OKNOtizie |
Facebook
giovedì, 01 novembre 2012
STAGE FORMATIVO KALEIDOS
UN PERCORSO FORMATIVO ALLA SCOPERTA DEL PROPRIO CLOWN INTERIORE
Il clown è il nostro ospite interiore più prezioso. Si può essere clown solo se si è se stessi, assumendo la propria umanità e sorridendo di essa. Il clown è il poeta del sorriso, colui che sta dalla parte dell’uomo, dalla parte del cuore.
A chi è rivolto: a tutti quelli che hanno volgia di mettersi in gioco e a coloro che credono nella forza delle relazioni
Quando: 1-2 dicembre 2012. Dalle ore 9.00 del sabato, fino alle ore 18.00 della domenica
Dove: presso la sede della Cooperativa Kaleidos in Via Formicone, 1 - Faenza (Ra)
Formatore: Nicola Suman. Clown dottore e clown viaggiatore. Impegnato da anni nella promozione di una pedagogia del sorriso e nella formazione di bambini, giovani e adulti.
Per informazioni e iscrizioni:
Telefonicamente: Emanuela 331 4570049
Tramite mail: info@kaleidoscoop.it
08:20 Scritto da ludotaro1969 in CREATIVITÀ, FORMAZIONE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| OKNOtizie |
Facebook





