FORMAZIONE INSEGNANTI 2015-2016

 

volantino formazione

La Cooperativa Sociale Kaleidos Onlus promuove una proposta di un percorso formativo rivolto a tutti i docenti di ogni ordine e grado. Tale proposta formativa è stata autorizzata dall’Ufficio Scolastico Regionale – Ambito Territoriale di Ravenna con Prot. n° 4233 del 18/08/2015 e valevole come aggiornamento e formazione del personale docente. Il percorso formativo “CORPO, TESTA, CUORE A SCUOLA: TRINOMIO POSSIBILE?” vuole migliorare le relazioni e potenziare le abilità comunicative di insegnanti e studenti per un assunzione di una visione condivisa. Spesso si fa riferimento al ruolo docente tralasciando la persona che tale ruolo nasconde. Ritrovare il gusto di se stessi, degli altri, delle relazioni, in un’ottica ludica, creativa e relazionale, permette di accostarsi alla didattica con novità e innovazione, migliorando i contesti relazionali tra alunni e insegnanti, ma anche aumentando il grado di interesse e le competenze degli alunni nei confronti del sapere e della socialità. Per iscrizioni e informazioni potete scaricare il volantino con tutte le indicazioni.

EDUCARE, AMARE E SALTARE NELLE POZZANGHERE

Sta uscendo con “Produzioni dal basso” il mio nuovo libro intitolato un po’ ironicamente “Educare, amare e saltare nelle pozzanghere”.

Si tratta di un manuale per una formazione attiva e ludica nel quale, sotto forma di schede, sono raccolti tanti strumenti che in questi anni, insieme ad alcuni colleghi di Kaleidos, abbiamo affinato nella formazione con gli adulti, specialmente con animatori, educatori, insegnanti e genitori.

libro,educare,amare,pozzanghere,kaleidos,cooperativa,formazione,educazione,manuale,insegnanti,genitori,educatori,strumenti,produzioni dal basso,michele dotti,fabio taroni,gilberto borghiI temi trattati sono la creatività, la comunicazione, la diversità e le  relazioni.

L’ho scritto insieme agli amici Michele Dotti e Gilberto Borghi.

Abbiamo scelto di pubblicarlo con “Produzioni dal basso“, perché ci ha colpito il sistema di co-produzione che utilizza.

Sostenere il progetto è semplice: basta registrarsi sul sito, quindi andare sul nostro progetto e  cliccare “sostieni”, indicando il numero di copie desiderate e i propri dati.

Non ci sono vincoli e non occorre pagare nulla on-line (è un sito anche eticamente molto serio); per ora è semplicemente un sostegno al nostro libro/progetto.

Una volta raggiunte le 300 copie/quote il progetto si compierà e verrà stampato il libro. Abbiamo 57 giorni di tempo per arrivare a 300 copie e solo allora chi ha effettuato una prenotazione riceverà le proprie copie e potrà pagarle (in vari modi).

Il libro costa 9 euro e i diritti d’autore saranno devoluti in beneficienza. Nel volume saranno ringraziati tutti i nostri amici sostenitori!

Avevate mai pensato di poter diventare dei produttori editoriali?

ANCORA FORMAZIONE

Ancora formazione…. é l’invito che rivolgo ancora a quanti sono impegnati con ruoli di responsabilità educativa: insegnanti, educatori, animatori, genitori…

Tutto il corso che mi vedrà come relatore insieme agli amici di Kaleidos, privilegia la METODOLOGIA ATTIVA
Ecco il programma del corso:

Lunedì 25 febbraio

 QUANTA FRETTA MA DOVE CORRI

Educare è una cosa lenta

 

Lunedì 4 marzo

 INFINITAMENTE PICCOLO

L’essenziale è invisibile agli occhi

 

Lunedì 11 marzo

 GUARDARE O VEDERE?

SENTIRE O ASCOLTARE?

Alla ricerca di relazioni vere!

Lunedì 18 marzo

 LA SECONDA VITA DELLE COSE

La teoria delle 5 erre

 Laboratori creativi: Riuso, Riciclo,

Responsabilità, Rispetto, Recupero


Lunedì 25 marzo

 IL TEMPO È UN

FANCIULLO CHE GIOCA

Non giocare a perdere tempo,

ma perdi tempo a giocare

 L’uomo non smette di giocare perché invecchia,

ma invecchia perché smette di giocare!

SEDE DEL CORSO:

Tutti gli incontri formativi si svolgono presso

Casa Kaleidos – Via Formicone, 1 – Faenza (Ra)

 ORARI:

dalle ore 19.00 alle ore 22.30 (portare cena al sacco)

COSTI:

Il costo dell’intero corso è di € 70,00

 ISCRIZIONI:

Per informazioni e iscrizioni potete contattarci:

Telefonicamente al  3314570049– Emanuela

Per posta elettronica: info@kaleidoscoop.it

Verrà rilasciato attestato di partecipazione

Perché la formazione non sia vissuta solo a carattere puramente nozionistico e di apprendimento di nuovi saperi e competenze, deve trasformarsi in azione concreta, in atteggiamenti di vita personali, capaci di mettersi “tre volte in azione”:

– MOTIV-AZIONE – (la cura dell’essere)

Si esterna nella forte passione educativa, quella che ti fa essere accanto ai più piccoli.

– FORM-AZIONE – (l’importanza del sapere)

Quella continua per tutto l’arco della vita, quella vera che sa trasformarsi in azioni e scelte quotidiane, quella che porta ad esprimersi con atteggiamenti maturi, quella che da la carica per portare tocchi nuovi e creativi all’operato di tutti i giorni.

– REL-AZIONE – (la consapevolezza di non essere da soli)

L’azione fondamentale perché ogni processo educativo possa essere anche significativo. Imparare l’arte del comunicare con gli alunni, con i colleghi, saper lavorare in gruppo e in gruppi di lavoro. Mostrarsi disposti a comprendere, a mettersi nei panni dell’altro, a collaborare.

A.A.A. CERCASI PERSONE LUDICHE

  “Il bambino che non gioca non è un bambino,

ma un adulto che non gioca ha perso per sempre

il bambino che è dentro di sé”.

(Neruda)

Siamo bravi, come adulti, a parlare di gioco e di giocare,facendo riferimento esclusivamente all’età infantile, considerando l’atteggiamento ludico un qualcosa che non fa più parte di noi perché ci pensiamo cresciuti e maturi, o perlomeno così cerchiamo di percepirci. Ma se potessimo far parlare i bambini, essi urlerebbero a squarciagola e al mondo intero: “AAA. Cercasi adulto ludico!”. Sì, una sorta di annuncio pubblicitario dietro al quale si cela uno dei bisogni/diritti più grandi dell’umanità: giocare! E, come ormai avviene per tante cose importanti, anche di questa la nostra società odierna con la sua cultura, cerca in tutti i modi di dimenticarsene perché capace di mettere in crisi i criteri di ordine, di efficienza e di produttività su cui si fonda. Resta però la volontà di prendere sul serio questo tipo di annuncio affermando che ancora oggi, e a tutte le età, c’è ancora chi ci crede; crede al valore del gioco, alla dimensione ludica propria di ogni persona. L’adulto che ama ancora giocare e mettersi in gioco non è in via di estinzione. Anzi, nella mia esperienza professionale, mi trovo spesso coinvolto come formatore a giocare e far giocare gruppi di adulti, insegnanti, genitori, educatori, animatori. Dalle riflessioni che emergono, il gioco risulta ancora carico di tante ambiguità: è tradizionalmente visto come una categoria applicabile solo a soggetti giovani e sembra che si smetta di giocare non appena si cresce; esiste, inoltre, un senso di pregiudizio, attaccato come una etichetta malevola, su un adulto che gioca; il lavoro sembra essere rispettabile, degno di considerazione, il gioco, invece, no. È anche vero che oggi, forse, si gioca di più e che esistono tante forme di gioco anche per adulti (si pensi ad esempioai giochi “da bar” delle carte e del mah-jong, alle lotterie e al Superenalotto, ai giochi d’azzardo su Internet e ai Telequiz quotidiani), ma quel mettersi in gioco che cerco di delineare non è semplicemente “giocare ai giochi”; è riscoprire il bambino che siamo stati contribuendo a formare e realizzare l’uomo che vogliamo essere, nel meraviglioso gioco che è la vita.


ludico,gioco,persona,educazione,fabio,taroni,bambino,cercasi,kaleidosPer definire meglio quello che intendo per adulto ludico, mi piace prendere in prestito la descrizione fatta da Maslow, delle qualità fondamentali comuni a tutti gli uomini che si sentono pienamente realizzati: percepiscono cose e persone con correttezza ed esattezza, senza essere ottenebrati da pregiudizi; accettano di se stessi sia gli aspetti positivi che quelli negativi, sono consapevoli delle proprie possibilità e dei propri limiti; non sono ripiegati su se stessi, ma protesi verso gli altri; sono felici di stare in compagnia, ma godono infinitamente anche della solitudine; sono capaci di godere della bellezza della natura, apprezzare quanto di buono e di bello la vita offre, non si lasciano sovrastare dalle preoccupazioni e dalle avversità; sono capaci di provare grandi emozioni e di vivere intensamente le proprie esperienze; sono creativi, senza essere per questo geni, mettono cioè, in quello che fanno, impegno, fantasia e originalità. È ben evidente, da questa descrizione della persona psichicamente sana, che l’uomo ludico a cui faccio riferimento è colui che sa giocare nel significato più profondo del termine. Non vuole essere, capiamoci, un’esaltazione dell’uomo adulto “giocherellone”, di colui che non sa di avere l’età e la maturità che ha. Intendo l’atteggiamento ludico come quel modo di accostarsi alla realtà, alla quotidianità, con quelle che sono le caratteristiche proprie del gioco e del giocare: con slancio, libertà, creatività e fantasia, solo per citarne qualcuna. Un adulto capace, ancora oggi, di mettersi in gioco, che sa ridere e sorridere, che sa scommettere sulle proprie potenzialità e su quelle degli altri, che accetta la dimensione paradossale ed ironica della vita e che ad essa guarda con entusiasmo e apertura, che sa essere uomo nel senso pieno della parola.

 

STAGE FORMATIVO KALEIDOS

Clown2012.JPGUN PERCORSO FORMATIVO ALLA SCOPERTA DEL PROPRIO CLOWN INTERIORE

Il clown è il nostro ospite interiore più prezioso. Si può essere clown solo se si è se stessi, assumendo la propria umanità e sorridendo di essa. Il clown è il poeta del sorriso, colui che sta dalla parte dell’uomo, dalla parte del cuore.

A chi è rivolto: a tutti quelli che hanno volgia di mettersi in gioco e a coloro che credono nella forza delle relazioni

Quando: 1-2 dicembre 2012. Dalle ore 9.00 del sabato, fino alle ore 18.00 della domenica

Dove: presso la sede della Cooperativa Kaleidos in Via Formicone, 1 – Faenza (Ra)

Formatore: Nicola Suman. Clown dottore e clown viaggiatore. Impegnato da anni nella promozione di una pedagogia del sorriso e nella formazione di bambini, giovani e adulti.

Per informazioni e iscrizioni:

Telefonicamente: Emanuela 331 4570049

Tramite mail: info@kaleidoscoop.it 

 

GRAZIE GIANFRANCO

zavalloni.JPGGrazie Gianfranco! Grazie per la persona meravigliosa che sei. Grazie per avere giocato tutta la tua vita all’insegna di una SCUOLA CREATIVA. Grazie per gli ORTI DI PACE che hai seminato nel mondo a partire dalla tua bella bioregione Romagna. Grazie per avere investito energie per dare a tutti i bambini e a tutti gli adulti i loro DIRITTI NATURALI. Grazie per l’arte che hai saputo comunicare con i tuoi disegni. Grazie per quella LUMACA lenta lenta, ma che già ha visitato milioni di scuole e insegnanti. Grazie!

L’altro giorno, una maestra che conosco, ha portato i ragazzi della propria classe nel prato davanti a scuola. Era una giornata nuvolosa e di vento. Li ha fatti sdraiare per terra e ha fatto guardare le nuvole nel cielo, immaginandone forme, movimenti. Era scuola quella? Si era scuola, una scuola eccezionale di poesia”. Gianfranco Zavalloni

A scuola di lentezza.

“In questi tempi è di gran moda, nelle case di campagna riabitate dai cittadini, avere un ulivo secolare in giardino. Peccato che dove oggi si costruiscono ville, un tempo non c’erano uliveti. Se si piantassero piccole pianticelle di ulivo ci vorrebbero anni per avere una bella pianta. Allora esistono ditte specializzate che espiantano ulivi secolari e li ripiantono anche a pochi metri dalla porta di casa. Nessuno ha più il tempo di attendere? Oggi si vuole tutto velocemente. Grazie alla televisone prima, e alle reti telematiche ora, è di gran voga la somministrazione di notizie “in tempo reale”, “in diretta”. Si è cioè convinti di potere di più se si è “in rete” con tutto il mondo attraverso un computer, un telefono o un monitor. A cosa serve tutto questo? Spesso non si sa. Si sa solo di essere collegati con tutto il mondo. Forse si ottiene un grande senso di sicurezza, di protezione, rispetto alla sensazione di “esser soli”. Si vive con il mito incalzante del tempo reale e si sta perdendo la capacità di saper attendere. Chi ha più il tempo di aspettare l’arrivo di una lettera? Oggi è possibile alzare la cornetta e sentire la persona con cui si vuol comunicare in pochi secondi. Che vantaggio c’è nello scrivere delle lettere? Se tutto va per il giusto verso c’è da attendere una settimana. Molto meglio il telefono, la posta elettronica, la chat. Alcuni anni fa, quando ancora non esisteva Internet, Jeremy Rifkin ci ricordava che “… la razza umana si è basata, nel corso della libro.jpgstoria, su quattro dispositivi fondamentali di assegnazione del tempo: i rituali vitali, i calendari astronomici, le campane e gli orari, e ora i programmi dei calcolatori. Con l’introduzione di ogni nuovo dispositivo, la razza umana si è staccata sempre più dai ritmi biologici e fisici del pianeta. Siamo passati da una stretta partecipazione ai ritmi della natura all’isolamento pressoché totale dai ritmi della terra…”. Siamo nell’epoca del tempo senza attesa. Questo ha delle ripercussioni incredibili nel nostro modo di vivere. Non abbiamo più il tempo di attendere, non sappiamo partecipare a un incontro senza essere disturbati dal cellulare, vogliamo “tutto e subito” in tempo reale. Le teorie psicologiche sono concordi nel pensare che una delle differenze fra i bambini e gli adulti risieda nel fatto che i bambini vivono secondo il principio di piacere (“tutto e subito”), mentre gli adulti vivono secondo il principio di realtà (saper fare sacrifici oggi per godere poi domani). Mi sembra che oggi gli adulti, grazie anche alla società del consumismo esasperato, vivano esattamente come i bambini secondo le modalità del “voglio tutto e subito”. Sapremo ritrovare tempi naturali? Sapremo attendere una lettera? Sapremo piantare una ghianda o una castagna sapendo che saranno i nostri pronipoti a vederne la maestosità secolare? Sapremo aspettare? Si tratta di intraprendere un nuovo itinerario educativo. Genitori, insegnanti e tutti coloro che ruotano attorno al mondo della scuola, sono stimolati dalle suggestioni offerte dalla pedagogia della lumaca e possono ricominciare a riflettere sul senso del tempo educativo e sulla necessità di adottare strategie didattiche di rallentamento, per una scuola lenta e nonviolenta”. Gianfranco Zavalloni

a Gianfranco Zavalloni, morto prematuramente l’estate scorsa. Grazie!

E ADESSO CHE FACCIAMO?

e adesso cartolina2.jpgL’Autunno è alle porte e con esso riprendono le serate formative con i genitori. Ecco un primo appuntamento: “E ADESSO CHE FACCIAMO?”, 4 serate formative con i genitori promosso dal Comune di Cervia presso il Centro Risorse Cervese in Via Pinarella, 17 a Cervia. Oltre alla mia presenza in una serata dal titolo: “UNA FIABA AL GIORNO LE RELAZIONI FAN RITORNO”, saranno presenti anche gli amici Gilberto Borghi e Michele Dotti. Insieme inizieremo questo secondo anno di formazione genitori che solo anno scorso, ha visto la bellezza di oltre novanta presenze. Che dire di più, se non quello di invitarvi a partecipare.